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RISCHIO DI MERCATO

Una caratteristica dei metodi di misurazione dei rischi di mercato è quella di formulare una valutazione seguendo un approccio di tipo probabilistico, in cui il rischio è quantificato in base alle perdite che possono essere generate da una singola posizione o dall’intero portafoglio. Per ogni data distribuzione delle variazioni nel valore di una attività o di un portafoglio, il rischio è definito in base alla probabilità che tali variazioni hanno di superare un certo valore critico.

Questo approccio alla misurazione del rischio di mercato, è il value at risk (VaR), che si pone come

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OBIETTIVO

L'obiettivo del value at risk è obiettivo quello di stimare, per ogni singola posizione e per l’intero portafoglio, l’ammontare che può essere perso, con una certa probabilità e con riferimento ad uno specifico orizzonte temporale.

 

IPOTESI

Sono indispensabili le seguenti ipotesi:

  1. Orizzonte temporale

    È necessario specificare il periodo a cui riferire la valutazione del rischio (ora, giorno, settimana, mese, anno). Un criterio di scelta è legato al grado di liquidità del mercato della singola posizione, mentre un approccio seguito nella pratica operativa è quello di distinguere tra rischio di mercato delle posizioni di trading (trading risk), valutato su un orizzonte temporale giornaliero, e il rischio delle posizioni di investimento (investment risk), misurato su un orizzonte più lungo.

  2. Numerosità del campione di osservazioni

    Dipende dalla durata del campione di analisi con riferimento al quale calcolare i rendimenti di periodo e quindi analizzare le caratteristiche della loro distribuzione di frequenza. La misura del rischio di trading privilegia l’informazione più recente e dunque necessita di una numerosità del campione non elevata, mentre quella del rischio di investimento considera importante anche l’informazione passata, con la conseguenza di un incremento della numerosità.

  3. Forma della distribuzione di probabilità

    Per le metodologie parametriche si fa frequentemente ricorso all’ipotesi di normalità della distribuzione di probabilità, e si utilizzano la media e la varianza di tale distribuzione come variabili necessarie a descriverne le proprietà. Mentre con le tecniche di simulazione non si ipotizza alcuna forma della distribuzione, la quale si valuta direttamente dalle analisi dei dati.

  4. Ammontare di massima perdita probabile

    È indispensabile stabilire l’ammontare di massima perdita probabile che si intende incorporare nell’indicatore di rischio, cioè deve essere deciso il valore cut-off che identifica l’ammontare di perdite che si ritiene abbia una bassa probabilità di realizzazione.
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