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RISCHIO
DI MERCATO
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Una
caratteristica dei metodi di misurazione
dei rischi di mercato è quella di formulare una
valutazione seguendo un approccio di tipo probabilistico,
in cui il rischio è quantificato in base alle perdite
che possono essere generate da una singola posizione o
dall’intero portafoglio. Per ogni data distribuzione
delle variazioni nel valore di una attività o di
un portafoglio, il rischio è definito in base alla
probabilità che tali variazioni hanno di superare
un certo valore critico.
Questo approccio alla misurazione del rischio di mercato,
è il value at
risk (VaR),
che si pone come
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OBIETTIVO
L'obiettivo
del value at risk è obiettivo quello di stimare,
per ogni singola posizione e per l’intero portafoglio,
l’ammontare che può essere perso, con una
certa probabilità e con riferimento ad uno specifico
orizzonte temporale.
IPOTESI
Sono
indispensabili le seguenti ipotesi:
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Orizzonte temporale
È necessario specificare il periodo a cui riferire
la valutazione del rischio (ora, giorno, settimana,
mese, anno). Un criterio di scelta è legato al
grado di liquidità
del mercato della singola posizione, mentre un approccio
seguito nella pratica operativa è quello di distinguere
tra rischio di mercato delle posizioni
di trading (trading risk), valutato su un orizzonte
temporale giornaliero, e il rischio delle posizioni
di investimento (investment risk), misurato su
un orizzonte più lungo.
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Numerosità
del campione di osservazioni
Dipende dalla durata del campione di analisi con riferimento
al quale calcolare i rendimenti di periodo e quindi
analizzare le caratteristiche della loro distribuzione
di frequenza. La misura del rischio
di trading privilegia l’informazione più
recente e dunque necessita di una numerosità
del campione non elevata, mentre quella del rischio
di investimento considera importante anche l’informazione
passata, con la conseguenza di un incremento della numerosità.
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Forma
della distribuzione di probabilità
Per le metodologie parametriche
si fa frequentemente ricorso all’ipotesi
di normalità della distribuzione
di probabilità, e si utilizzano la media
e la varianza di tale distribuzione come variabili necessarie
a descriverne le proprietà. Mentre con le tecniche
di simulazione non si ipotizza alcuna forma della
distribuzione, la quale si valuta direttamente dalle
analisi dei dati.
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Ammontare
di massima perdita probabile
È indispensabile stabilire l’ammontare
di massima perdita probabile che si intende incorporare
nell’indicatore di rischio, cioè deve essere
deciso il valore cut-off
che identifica l’ammontare di perdite che si ritiene
abbia una bassa probabilità di realizzazione.
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