Nei
preconsuntivi per il 2003 e nelle previsioni per il 2004
gli USA e l'Est Asiatico si presentano con buone prospettive
di crescita. La stessa cosa non si può dire per l'Europa,
la quale si trova in una fase di ristagno caratterizzata
da bassi tassi di crescita e da un'inflazione elevata.
Nella seguente tabella sono indicati i preconsuntivi del
PIL per il 2003 e le previsioni per il 2004 e 2005 secondo
il Fondo Monetario Internazionale:
|
PRECONSUNTIVO
2003 E PREVISIONI 2004-2005 (FMI) |
EEE |
2003 |
2004 |
2005 |
| USA |
3,1 |
4,6 |
3,9 |
| EUROLANDIA |
0,4 |
2,0 |
2,5 |
-
Germania |
-0,1 |
1,7 |
2,1 |
-
Francia |
0,1 |
2,0 |
2,6 |
-
Italia |
0,3 |
1,7 |
2,2 |
| UK |
2,1 |
3,1 |
2,6 |
| GIAPPONE |
2,2 |
2,2 |
1,8 |
|
Nel 2003
le principali economie di Eurolandia hanno un PIL prossimo
allo zero, mentre UK e Giappone crescono di oltre il 2%.
Sono però gli USA a registrare i migliori dati con
un solido 3,1%.
Le previsioni per il 2004-2005 ipotizzano una crescita sostenuta
per USA, UK e Giappone ed una discreta ripresa per l'area
Euro.
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La
crisi dell'economia europea è inconfutabile, forse
solo i politici non se ne sono accorti. La stagnazione c'è
e si fa sentire.
La variazione media annua del PIL dei Paesi di Eurolandia
è stata del +0,4%. L'Italia ha addirittura fatto
peggio con uno scarso +0,3%:
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PIL |
1°
trim 2003 |
2°
trim 2003 |
3°
trim 2003 |
4°
trim 2003 |
2003 |
| EUROLANDIA |
0,7 |
0,1 |
0,3 |
0,6 |
0,4 |
| ITALIA |
0,7 |
0,2 |
0,5 |
0,1 |
0,3 |
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Il
vero problema è che la domanda interna resta fiacca
e la domanda esterna netta è frenata dall'euro forte.
E' quindi auspicabile che si pongano in essere delle riforme
strutturali per poter rilanciare l'economia.
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