Le
origini dell'analisi tecnica si fanno generalmente risalire
agli studi dell'americano Charles H. Dow (1851-1902), fondatore
e pubblicista del quotidiano "The
Wall Street Journal".
Dow in una serie di articoli analizzò il comportamento
dell'investitore sui mercati finanziari con lo scopo di
estrapolarne una previsione. Tuttavia anzichè prevedere
le tendenze del mercato azionario, si riferì a quest'ultimo
per individuarne i successivi cicli economici.
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Nel
1882, Dow con Edward Jones fondò la Dow
Jones & Company.
Il
3 luglio 1884 pubblicarono il primo indice
di mercato composto dai prezzi di chiusura di
11 titoli:
-9 relativi a compagnie di trasporti.
-2 relativi al settore industriale.
Ritenevano che questi titoli fornissero un ottimo strumento
di valutazione delle condizioni dell'economia americana.
Nel
1897 l'indice fu diviso in 2 parti:
-la prima comprendeva 12 titoli di società industriali
(Dow-Jones Rail Average).
-la seconda si riferiva a 20 titoli di società ferroviarie
(Dow-Jones Transportation Average).
Nel
1928 l'indice relativo alle società industriali comprendeva
30 titoli (che è anche il numero attuale).
L'indice noto come DOW-JONES
INDEX è
tuttora utilizzato.
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Il
presupposto principali della teoria di Dow è:
L'indice
dei prezzi delle azioni riflette tutte le decisioni aggregate
e le emozioni, correnti o potenziali, di tutti gli operatori
presenti sul mercato.
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I
principi basilari della teoria di Dow sono:
- Gli
indici scontano tutto
- Il
mercato ha 3 trend
- Il
mercato ha 6 fasi
-
Un
trend è in atto fino a quando non esiste un segnale
definitivo di inversione di tendenza
- Il
volume deve confermare il trend
- Gli
indici si devono confermare a vicenda
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